Catania, con la sua anima barocca e la sua vivace tradizione culinaria, è il palcoscenico su cui si svolge il nuovo racconto di “UNA è femminile”, la rubrica dedicata alle oltre 500 professioniste che lavorano in UNA Italian Hospitality.
Dopo Giusy Padovano, è la volta di Katia Vinciguerra, da ben vent’anni al Palace Catania | UNA Esperienze: prima come Governante, poi come Controller Alberghiero.
Il suo sogno? Lavorare in hotel. Un sogno che, con passione e determinazione, si è concretizzato. Scopriamo come leggendo la sua intervista.
Benvenuta Katia, di cosa ti occupi attualmente in UNA Italian Hospitality?
Sono Controller Alberghiero, curo la parte amministrativa degli acquisti e ne controllo la consegna. In parole più semplici, potrei dire che organizzo la spesa per tutti gli ospiti dell’hotel e controllo che sia di buona qualità. La mia carriera in UNA Italian Hospitality è iniziata nel 2005: all’epoca ricoprivo il ruolo di Governante unica presso il Palace Catania | UNA Esperienze; oggi ho cambiato mansione ma sono sempre qui, nella stessa struttura, sulla centralissima Via Etnea.
Qual è la parte più bella del tuo lavoro?
Fortunatamente non mi annoio mai durante il lavoro: ho l’opportunità di stare a contatto e confrontarmi con persone stimolanti, a tal punto che al mattino non mi pesa alzarmi dal letto. Anzi, il tempo trascorre in fretta quando lavoro, è come se mi sentissi a casa. Questa catena alberghiera mi ha dato la possibilità di coronare le mie ambizioni professionali, permettendomi di lavorare nel settore dell’hôtellerie e ricoprire un ruolo che mi piace.
E quella più complicata?
Riuscire a gestire gli imprevisti, mantenendo la calma e mostrandosi risolutiva. È un’abilità che può risultare complessa, ma che ho acquisito con l’esperienza anche grazie al supporto di Massimiliano Torre, Direttore del Palace Catania | UNA Esperienze; lui, infatti, ha creduto in me supportandomi e mostrandosi sempre disponibile.
Fuori dal lavoro, hai degli hobby o delle passioni in particolare?
Mi piace stare a contatto con la natura; non a caso, quando ho del tempo libero, vado in campagna a curare il mio piccolo orticello.
Se potessi descriverti con tre aggettivi, quali sarebbero?
Ne scelgo quattro: creativa, propositiva, puntuale e disponibile verso i colleghi.
Se potessi descrivere la tua azienda con tre aggettivi, quali sarebbero?
Anche in questo caso scelgo quattro caratteristiche! Stimolante, in miglioramento continuo, innovativa e attenta ai bisogni dei suoi dipendenti.
Che consiglio daresti a una giovane che si approccia per la prima volta al settore dell’ospitalità?
Le consiglierei di mostrarsi sempre propositiva, ospitale e disponibile ad accogliere ogni genere di richiesta. Il nostro è un settore dinamico e stimolante, in cui si ha sempre a che fare con situazioni e persone diverse, ognuna con la sua cultura e il suo modo di fare.
Nel mondo del lavoro ti sei mai dovuta scontrare con pregiudizi legati al fatto di essere donna?
No, affatto. Anzi, le donne sono sempre state in maggioranza.
Per raggiungere la parità di genere in Italia c’è ancora molta strada da fare. Quali misure, secondo te, potrebbero essere adottate dalle aziende per garantire la gender equality o per andare incontro ai bisogni e alle esigenze di professioniste donne?
Penso che bisognerebbe implementare le misure per conciliare al meglio vita privata e professionale, per le donne ma anche per gli uomini: rendere più equo il congedo di maternità e quello di paternità, favorire il lavoro flessibile e la possibilità di lavorare da remoto. Inoltre, penso sia necessario creare un ambiente di lavoro sicuro per il personale femminile che spesso è più vulnerabile a comportamenti inappropriati, aumentando sistemi di protezione del personale contro abusi e molestie.
